Benessere, qualità della vita, salute

Misurare il benessere e la qualità della vita

Il modello socio-economico su cui si è basata l’Europa sta mostrando evidenti segni di stanchezza. Questo è evidenziato anche dalla scarsa attendibilità percepita dell’indice che misura il benessere di una nazione, ovvero il PIL (Prodotto Interno Lordo). Il PIL prende in considerazione solo valori di natura economica (PIL=valore totale della produzione – consumi intermedi + imposte) e nasce nell’immediato dopoguerra proprio per misurare la velocità di ripresa delle economie mondiali che uscivano dalle terribili esperienze della crisi del 1929 prima e della 2^ guerra mondiale poi.

Da allora ad oggi il mondo è di nuovo profondamente cambiato e sono diventate risorse scarse anche quelle che prima venivano considerate, ingiustamente, illimitate (aria, ambiente, il tempo libero, cultura, welfare, etc.). Il progresso tecnologico ha ulteriormente modificato usi e costumi e trasformato la società in una rete sempre connessa di relazioni umane, sociali, economiche e politiche profondamente interconnesse tra loro.

Sembra ormai evidente che l’uso del PIL come indicatore del benessere sia insufficiente per misurare l’effettivo livello della qualità della vita di una nazione o di un territorio proprio perchè è dedicato solo una delle dimensioni da valutare.

Nel corso degli anni il tema del superamento del PIL è stato più volte affrontato ed ha portato, sempre più spesso negli ultimi anni, ad ipotizzare nuovi indici quali ad esempio l’Indicatore del Progresso Reale, l’indice di Felicità Nazionale Lorda, l’indice di Sviluppo Umano, il Sustainable Economic Welfare index, il Subjective Well Being Index, etc. In generale il problema è come fare a dare un valore a tutto quello che il PIL non misura per valutare effettivamente il livello della qualità della vita di un territorio.

Lo scorso giugno, in occasione della Conferenza di Rio de Janeiro sullo sviluppo sostenibile, è stato presentato da ISTAT il paniere di indicatori che collettivamente misurano il Benessere Equo e Sostenibile (BES) di un territorio, e da questo prende spunto l’idea. Maggiori informazioni sul BES sono reperibili all'indirizzo www.misuredelbenessere.it

 

L'idea progettuale è quella di alimentare dinamicamente ed automaticamente il sistema dei 134 indicatori del BES. Dovremmo in questo modo avere sempre sotto controllo la misura della qualità della vita di un territorio confrontata costantemente con i riferimenti regionali, nazionali ed europei in modo da dare a chi amministra una città o un territorio una misura oggettiva dei risultati che sta ottenendo. Misurare il grado di vivibilità di una città/territorio per confrontarlo costantemente con l’azione quotidiana della Pubblica Amministrazione al fine di verificarne l’adeguatezza rispetto alle politiche di sviluppo desiderate da quel territorio ed al livello della qualità della vita nazionale ed europea. L'obiettivo è di usare gli open data, che la PA prima o poi metterà a disposizione, per scalare il BES a dimensione Nazionale, Regionale e Locale e confrontarlo costantemente ed automaticamente (in cooperazione applicativa) con gli open data provenienti dai Bilanci (PEG) dei singoli Enti coinvolti e da eventuali dispositivi di rilevazione distribuiti sul territorio in modo da fornire ad Amministratori di Enti ed Aziende uno strumento di consultazione “quotidiana” sull’andamento ed allineamento delle politiche di uno specifico territorio rispetto al benchmark desiderato per fornire la misura aggiornata “in corso d’opera” dell’efficacia dell’azione politica e sociale sul benessere del territorio amministrato.

Sarebbe inoltre una notevole semplificazione degli attuali modelli di valutazione delle performance di un Ente, ma anche di un territorio e consentirebbe di costruire in modo praticamente automatico il bilancio sociale di un Ente.

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Idea No. 59